Tre parole sul cancello

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Ferrara è balzata alla cronaca qualche anno fa ed essendo una città abbastanza sonnolenta (direi più tendente al soporosa) le cose tendono a trascinarsi per un certo periodo di tempo.

Nel 2005 un ragazzo, Federico Aldrovandi, stava tornando a casa di sera dopo essere stato in giro con amici e ha incontrato 4 poliziotti. Non si sa bene cosa sia successo, ma è morto. Pestato a sangue e sembra morto per arresto cardiaco a causa dello schiacciamento del torace. Non entrerò nel dettaglio, più in giù al limite metto un link.

Inutile dire che il caso è diventato nazionale.

Ora, dopo le condanne dei 4 agenti una piccola sigla sindacale è andata a protestare e a vessare una volta di più la madre di questo ragazzo. Non gli è bastato ammazzargli di botte un figlio, no. Vogliono anche fare la bella figura.

Così si è messo anche di mezzo Potito Salatto (non metto il prefisso “onorevole” perchè mi pare decisamente fuori luogo) che è stato filmato mentre faceva l’arrogante e il gradasso con il Sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, che era andato a chiedere a quei pochi manifestanti con la faccia come il culo di evitare di stazionare sotto le finestre del posto di lavoro della mamma del ragazzo, perchè era una evidente provocazione. Salatto ha risposto esattamente come posso aspettarmi da uno con il suo background: con arroganza e con il sempreverde “lei non sa chi sono io”.

Io si che lo so: qui a Ferrara c’è un’azienda che produce dei cloni di Salatto e si chiama Idrosart.

In ogni caso stasera passavo per il centro, c’era la solita atmosfera da città fantasma tipica dei giorni feriali autunno/inverno/primaverili: in pratica mancava un thumbleweed che attraversava la strada rotolando e il gneeek-gneeek dei cardini dell’insegna del saloon.

Di fianco al castello, sul cancello che da l’accesso al pontile del fossato un lenzuolo, semplice, con tre parole.

Il segno del pensiero ricorrente di una città che vorrebbe anche dimenticare e ricordare insieme, ma non ci riesce.

Aveva ragione mia mamma quando ero piccolo: “Sta attento che c’è brutta gente in giro”.

Non mi aveva detto che poteva anche essere vestita di blu però.

Link:

http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Federico_Aldrovandi

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