Photoshow, retine sciolte, mercanti amanti e contatori di pixel.

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Ora, io non è che sia un supertecnico, e nemmeno un amante della folla e della calca. Diciamo pure che quando comincio a non poter aprire le braccia senza toccare nessuno capisco che è il momento di levare le tende.
Visto però che il Photoshow lo fanno una volta ogni due anni in un posto dove io riesco bene o male ad arrivare senza affidarmi alla Santander tanto vale andare a farci un giro. Se poi posso farlo in comagnia di un amico fotografo tanto meglio.
Mollate le consorti sulla linea rossa che le avrebbe portate nel regno della Rinascente (che per le donne ha più o meno la capacità attrattiva che ha una bobina di risonanza magnetica da 3 Tesla con le 100lire) andiamo al Photoshow.
C’ero già stato, so più o meno cosa mi aspetta.
Intanto non vendono niente.
Cioe…niente, ok?
Ok.
In gergo tecnico si dice “dare l’ingorda”.
Si ok, ci sono dei mercatini dell’usato, ma sono condotti da persone che a quelle macchine e obiettivi gli vogliono bene, li amamo e non vogliono separarsene. Hanno prezzi più alti del 15/20% rispetto a qualsiasi forum fotografico, Dai, gli dispiace, si vede.
Ma a parte loro nessuno stand vende qualcosa. Ti fanno provare l’obiettivo che vuoi, anche un 85 1,2 da duemilaeuri, o puoi usare il Pentax 560 (fatto come una roubasienne, lo smonti. Credo che insieme ti diano anche una fornitura per un anno di pastura) con cui fotografare i germani reali sul lago di Como direttamente dalla tua camera da letto di Assago ma fine.
Addirittura alcuni hanno un palchetto su cui puoi salire e agganciate a degli stativi trovi macchine supersoniche con ottiche che costano circa quando un Rolls Royce.
Non so bene a cosa servano, uno standista di un marchio che non citerò ma che è uno dei 2 principali al mondo e non è Canon mi ha detto “eh fidelizziamo il cliente”.
Come lo fidelizzi? Facendogli vedere obiettivi da diecimila euro?
Credo che funzioni circa come l’onanismo mentale. Se il marchio che uso produce roba così allora deve essere per forza una figata tutto quello che fa.
Ci fregano veramente in ogni modo.

Ci sono poi un sacco di modelle che posano continuamente sui palchi per farsi immortalare con sullo sfondo le scritte Nikon, SanDisk, Sony, Staceppa ecc.
Francamente non so come facciano poverette, dopo 5 minuti avranno le retine sciolte come mascarpone a forza di flashate nei denti ma si vede che sono abituate.

Ci sono quelli che arrivano fanno due foto e poi si spostano, giusto per capire che quello che ha messo le luci evidentemente fino all’altro giorno faceva il consulente a Mediobanca, e poi alcuni figuri che arrivano li, aprono i gomiti come Sagat in Street Fighter 2 e mettendo l’occhio nel mirino avanzano. Ti ritrovi il loro condilo ulnare che chiede permesso alla tua nuca e o ci molli una bestemmia diplomatica del quarto livello o ti sposti.
Alternativamente puoi fare il figlio di puttana così, per divertimento, e fingendo di scattare dare una serie di piccoli colpetti al braccio destro dell’energumeno. Rischioso ma altamente soddisfacente.

Sono presi dal sacro fuoco della cattura dell’immagine, rigorosamente alla modella iperfaiga. Bisognerebbe spiegare loro che non è vero che gli rubi l’anima. Magari questi pensano che quando poi scaricano la loro SD si trovano il pippone sulla poltrona in salotto.

Poi ci sono stampatori, mostre, foto stupende che ti fanno domandare “si ok…ma io allora cosa cazzo sto facendo?” e un sacco di altre cose.
Alla fine se stai dentro due o tre ore e ti fai un giro ti diverti pure, soprattutto se hai il culo di avere una compagnia come quella che avevo io.

Mi sarebbe piaciuto che ci fosse uno stand anche piccolino in cui arrivi e uno ti spiega come funziona non la tecnica, la gestione dell’istogramma, delle luci, dei bianchi/neri/vividezza/chiarezza/curve/distorsioni e arte varia, ma come funziona la sostanza di quello che vuoi raccontare e quali sarebbero le cose da fare prima dello scatto, non dopo.
Non che io non ami la tecnica eh, sia chiaro, quella serve. ma se la tecnica serve per alimentare la tecnica non serve a una fava.

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2 pensieri su “Photoshow, retine sciolte, mercanti amanti e contatori di pixel.

  1. Insomma, nulla di nuovo, si sono sempre viste grosse cacchiate al Photoshow, però come dici appunto la differenza la fa con chi vai. Io ero con un’amica e prendevamo in giro le modelle e tutto quello che capitava sotto tiro. Strano però che non ci fossero neanche i distributori di Lee a vendere i gel (stavolta avrei comprato un foglio CTO se fossi venuto!).

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